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One Month <3 I Can’t Belive It

 

11 Agosto. E’ passato un mese. Un mese esatto da quando sono partita. Mi sembra assurdo. Semplicemete assurdo. E cosi’ oggi mi e’ sembrato giusto ripercorrere l’ultimo mese. O meglio: gli ultimi due. Mi sembra ieri che era l’11 Giugno. Mi sembra ieri che e’ finita la scuola e che ho salutato i miei compagni, uno a uno dicendo: “ci rivediamo a Gennaio” e poi la sera alla cena di redazione con la stessa frase ho lasciato anche i miei compagni del Martedi’ pomeriggio. E poi c’e’ stata quella settimana di pausa, con il compleanno della mia stordita, i tre giorni al mare in tenda che si sono trasformati in un invasione a casa di Nico, la partita Italia-NuovaZelanda vista da me, e ovviamente l’ansia per l’uscita dei quadri ma poi e’ andato tutto bene e sono partita per il mare, per le Marze. Non ci volevo neanche andare, sinceramente! Volevo restare a Torino e godermi gli ultimi giorni che mi rimanevano nella mia fantastica citta’ con i miei amici. Ma ci sono andata e non avrei potuto fare cosa migliore prima di partire!! 10 giorni di pura vacanza per quell’estate che e’ durata neanche un mese, 10 giorni in cui l’unico problema era cercare di ricordarsi i nomi di tutte le persone che consocevi, 10 giorni in cui ho vissuto alla giornata e mi sono quasi dimenticata che dovovevo partire, 10 giorni in cui ho completamente staccato la spina. Ma poi sono finiti, e sono tornata a Torino. E c’e’ stata la domenica con i parenti a Pian del Re, e poi sono iniziati i preparativi per la valigia. Avevo una settimana ma non ho fatto altro che ritardare e perdere tempo, come se non fossi io che dovessi partire. Alla fine sabato 10 Luglio e’ arrivato e sono riuscita a fare le valigie. Ma mi sembra ieri. Mi sembra ieri che la sera di quel sabato ero al diciottesimo di Nico e Claudio e ripetevo di continuo “Questa e’ la mia ultima sera italiana!! Dovete reputarvi fortunati perche’ sono qui!” . Lo facevo per autoconvincermi, perche’ neanch’io mi rendevo conto di cosa mi stava succedendo. E ci sono stati gli ultimi abbracci, gli ultimi saluti e le foto e sono tornata a casa come se fosse stata una sera come tante, una sera delle nostre. Il mattino, pero’, sono salita in macchina diretta a Malpensa, e mi sembrava impossibile, ero entusiata di partire e allo stesso tempo mi ripetevo: “non sta succedendo a me’.  Ma e’ successo a me, io sono partita e mi sono subita quei due inerminabili giorni di viaggio e i tre fantastici a Aukland per cui la nostra mi sembrava soltano una bella vacanza. Ma anche quella e’ finita in un batter d’occhio. E sono arrivata a Morrinsville a casa degli Surkenboom, e ho avuto i primi attimi di panico perche’ non capivo nietne, ma proprio niente!! Ma alla fine ce l’ho fatta, mi sono ambientata e questo mese e’ passato, e’ passato fin troppo in fretta. E’ stato difficile ma mi sono resa conto che posso farcela da sola, completamente da sola ed e’ per questo che son ocerta di una cosa: che questa e’ un espereienza che ti cambia, ti cambia davvero.

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Italian Girls Try New Zealnd’s Game

Sarà che siamo italiane o che non ci avevamo mai provato ma per me e Chiara KNUCKLE BONES è impossibile!! E’ un gioco per bambini neozelandese, le uniche cose che servono sono cinque pietre con una forma strana e il tutto consiste nel farle saltare in aria e riprenderle in maniera particolare. Non potete neanche immaginare quanto si sia divertita Michaela domenica pomeriggio a casa sua [dopo aver visto tutte e tre insieme ‘When In Rome..’] vedendo provare me e Chiara come due pazze, perchè era una questione di principio: ci riusciva lei, ci riuscivamo anche noi xP. Ma dopo tanti, troppi tentativi abbiamo decretato che KNUCKLE BONES non fa per noi!

Nonostante questo la nostra domenica ha avuto un sacco di successo, e dopo aver messo le foto su facebook metà del dodicesimo anno ne parla!! Non male come risultato C=

 PS: Michaela ci ha raccontato che lei una volta è stata messa in detenzione per aver baciato un ragazzo!! Ovviamente io e Otta [abbiamo avuto una conversazione di circa due ore su skype xD] ci siamo immaginate se succedesse anche a scuola da noi: la Gavi che cammina nei corridoi e ogni due metri indica qualcuno urlando: “Voi dueee!! Ogni pomeriggio: in detenzione!!” xD

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Perche’?

Questa è la verità … ma la verità non è sempre ciò che appare.

(Il mistero di Sleepy Hollow)

Oggi Bred [finalmente comincio a conoscere un po’ di gente, e il meglio è che mi ricordo anche i nomi] mi ha fatto una domanda che a primo impatto può sembrare così semplice, quasi banale, ma in verità è complicata, parecchio complicata.

<<La Nuova Zelanda è tanto diversa dall’Italia?>>

<<Un po’>> ho risposto tranquillamente.

<<Perché?>> ed ecco che arriva il difficile.

Vorresti dire un sacco di cose, ma poi ti rendi conto che gli altri non possono capire, non del tutto almeno. E alla fine rispondi banalmente: noi a scuola non possiamo scegliere le materie e abbiamo il riscaldamento, i ragazzi vanno in discoteca e non ci sono i balli della scuola, guidiamo dalla parte opposta e la patente si può prendere solo a diciotto anni [qui a 15 (!)]. Ma la verità non è questa, cioè, la verità non è SOLO questa. La verità è che qui si vive in modo diverso. Si vive meglio. E’ una di quelle cose che non puoi affermare da turista, se visiti un paese non te ne rendi conto, per questo vale la pena prendere un aereo per andare a vivere per un po’ dall’altra parte del mondo. Nella terra dei Kiwi nessuno ha mai fretta, neanche in macchina. Non si devono preoccupare di niente e alle otto vanno a dormire. Le persone sono gentili, ospitali e soprattutto tutte fiere di essere Neozelandesi. A scuola le lezioni sono così tranquille e non si ha mai niente da studiare, ma chissà come mai le cose le imparano comunque. Non smetterò mai di dire che non sanno mangiare, ma sanno, senza dubbio, come vivere. Tutti dovrebbero prendere esempio da loro, dai fantastici kiwi!

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